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Come Contattare Agapito Malteni

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La Biografia

Agapito Malteni nacque in una famosa capitale italiana, ormai nel lontano 1980, anno in cui alcuni sostengono sia avvenuta la morte del grandissimo John Lennon, la legenda narra che in risposta alle numerosissime parole di conforto giunte da tutte le parti del mondo, Yoko Ono, moglie di John proferì testuali parole: "Morto un Lennon, ne nascerà un altro", e così fù.

Trascorre una tormentata infanzia tranquilla in compagnia di una capra, che non era un suo amico che andava male a scuola, ma proprio una capra che faceva beh. una volta, passeggiando in modo rettilineo incontrò uno dei sette nani che si era perso nel bosco e strinse una grande amicizia, il nano gli insegna la canzoncina "andiam a lavorar" ed in un primo tempo Agapito Malteni viene subito folgorato dalla musica, in un secondo, da un fulmine che passando di là aveva deciso di fare uno scherzetto da prete al primo bambino innocente che avrebbe incontrato. Nulla di grave, il fulmine colpisce esattamente e solamente Agapito Malteni e tutti gli alberi della foresta sono salvi. Molto probabilmente questo avvenimento ha determinato un'espressione che trasuda intelligienza al primo sguardo ed ha animato i suoi capelli di un istinto un po' anarchico e un po' mistico con una naturale tendenza ad ascendere verso l'alto, un bimbo già particolare, il suo destino è segnato, lo si capisce subito.

Ad una festa di paese vince un armonica a bocca, legge le istruzioni ad essa allegate e l'unica cosa che capisce è "Made in China", con lo stato d'animo di uno sconfitto, immerso nei suoi trascendentali pensieri impreca a destra e manca urlando contro il cielo: "Perchè? Perchè? Perchè hanno messo le istruzioni solamente in cinese?? Perchè??" (alla Socci per interderci). Era forse un chiaro segno del fato intento a non far avvicinare il povero Agapito alla musica? Era forse il foglio sottosopra? Questo non lo sapremo mai, l'unica cosa che sappiamo per certo è che il giovane Malteni, incurante della volontà degli dei iniziò a soffiare nella sua armonica e come per magia si odirono dei suoni, i suoi concittadini narrano di scene che ricordano la storia del pifferaio magico, Agapito suonava e un gruppo sempre più numeroso di bambini incantati gli andava dietro, e più quelli si avvicinavano più lui aumentava il passo, e più loro agitavano bastoni e oggetti contundenti e più lui aumentava il passo, come uscirne sani da questa situazione? Un'idea geniale tanto quanto chi l'ha concepita balenò nella mente di Agapito, che cercando di sdrammatizzare si girò di scatto e gridò: "Uno due tre stella!! Vi ho visti, tu e tu siete eliminati, anche tu e ...." , e non fece in tempo a finire la frase che arrivattero tante di quelle legnate da diventare dislessici.

Con un'incerta padronanza della lingua italiana ed un armonica a bocca inizia l'avventura di Agapito Malteni che ad una tenerissima età inizia a calcare le scene, i suoi genitori infatti lo iscrivono a forza ad un concorso canoro per una festa di quartiere, Agapito si presenta con la canzone "Holly e Benjy", un celebre motivo di protesta scritto da Bob Dylan in persona per l'occasione, o forse no, forse era una sigla di un cartone animato, cercheremo di accertare meglio la paternità di questo pezzo, l'esibizione va bene, è un successone e tutti i parenti e gli amici di famiglia fanno i complimenti ai genitori per come lo avevano vestito. Gli organizzatori erano soliti donare ai partecipanti giochini e cotillons, così il nostro cantante preferito decide di ripresentarsi gli anni successivi, ma rimanere sull'onda del successo è difficile, certo i suoi genitori continuavano a vestirlo con dei bei completini, ma questo non bastò, pian piano il pubblico cominciò a concentrarsi sulle prestazioni canore piuttosto che sull'immagine. Al suo terzo festival si intuiva che qualcosa andava storto, c'era aria di contestazione e subisce un vero e proprio processo politico da parte di un gruppo extraparlamentare di sinistra, i cosiddetti "autoriduttori". Lo accusano di arricchirsi di giochi e cotillons con la scusa del messaggio politico, sostenendo che per quel tipo di concerti, che fanno parte della cultura di ognuno, non bisognerebbe ricevere dei giochi in cambio. Condanne al sistema e accuse del genere nei confronti dei cantautori erano, in quegli anni, abbastanza frequenti. "Era un fatto di moda e non di voglia" avrebbe detto Guccini, cioè doveva essere fatto, al di là di ogni ideale politico. Colpito nella sua sensibilità, sospende l'esibizione e si ritira dall'attività artistica, meditando di abbandonarla del tutto e cambiare vita.
Dopo diversi anni d'inattività, AG si accorge di non essere un figo e che le esponenti dell'altro sesso non lo prendevano minimamente in considerazione, doveva fare qualcosa e allora, all'età di 15 anni decide di impararsi a suonare la chitarra per poi diventare il re dei falò. La chitarra la suonava male, certo, era alle prime armi... ma i suoi amici rimasero subito colpiti dalla sua voce, inspiegabilmente e costantemente stonata, diventa così un fenomeno da baraccone

Segue.....
 
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